Lo yogurt nelle paste

Fra Guccini e Belle&Sebastian

Da bambino ho ascoltato un'infinità di volte album di Guccini e De André e Bertoli e Jannacci e tutto quel genere di cantautori, che suonavano sul giradischi Philips in sala a casa dei miei.
Alcune di quelle canzoni mi piacevano - come possono piacere a un bambino. Innamorato già allora delle automobili, in particolare impazzivo per Aveva un taxi nero di Jannacci.

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Non ho letto Borges

Non ho letto Borges.
E nemmeno Céline, Kafka, Moravia e un sacco di altri autori "fondamentali".
Questo pensavo ieri pomeriggio immerso in una lunghissima doccia calda.

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Top five della mia cucina

So bene di essere un pessimo cuoco.
Non è un gran problema perché vivo da solo e quindi in genere cucino per me soltanto e... se viene qualcuno, sa che non sono bravo a cucinare e che non preparo cose elaborate e che non mangio carne anche, e si adatta.

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Decalogo della festa sbagliata

Sartre parecchi decenni fa ha scritto un libro intitolato La nausea, e a dire il vero non ho idea di cosa parli.
Ma ricordo di averlo visto per anni, questo volumetto, su uno scaffale della libreria dei miei, anche se dubito qualcuno in casa si sia mai avventurato nella sua lettura.

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A nord di Roma

Un cielo di nuvole disegna immensi cuscini di vapore.
La prima volta che prendi un aereo - mi capitò verso i sei anni, ma non lo ricordo, e allora più o meno dopo i venti - capisci che la storia delle nuvole, l'idea ingenua che abbiano una qualche consistenza, è una fregatura, e pur essendo un'ovvietà un po' ti spiace comunque.

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Io e le Macine

So bene come il titolo di questo post non sia romantico quanto quel film di Allen che velatamente prova a citare - Io e Annie - ma date le circostanze, lo reputo adeguato.
Perché ho una confessione da fare.

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Letture a tarda notte

Avete presenti quegli elenchi tipo "le dieci cose da fare almeno una volta nella vita" che ogni tanto compaiono su certe riviste leggere, certi capitoli di certi libri non troppo impegnati e certi blog quando l'autore non sa proprio cosa scrivere?

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Una vita che ti aspetto

Ne parlavamo giorni fa con un amico.
Di donne di ogni età, di comprensioni e incomprensioni.
"Sì... siamo troppo romantici Andrea, troppo cinematografici... e io ne sono fiero."

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Impressioni di settembre

Settembre, aria fresca, domenica mattina, si sta bene a letto fino a tardi e quando mi alzo c'è lo stesso quel silenzio di tutte le domeniche mattina.
Metto sul giradischi un Claudio Baglioni di parecchi anni fa a

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Lettere d'amore e battute di Alain Delon

Lo ammetto.
Sono un inguaribile romantico, e non di rado mi diverte sfumare il romanticismo di una vena ironica ma anche malinconica.
Voglio dire, il romanticismo è di per sé un po’ malinconico.

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Mi piacciono gli Smiths

Dice Nick Hornby che i libri battono tutti. Nel senso che battono le canzoni e i film. Non ricordo se la partita contemplasse anche quadri e fotografie e altro, ma mi pare di no. E comunque sia, secondo lui i libri vincono su tutti.
Se ne potrebbe discutere a lungo ovviamente.

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La mattina e la sveglia e la vita

Eppure c'è stato un periodo nella mia vita - parecchi anni fa - durante il quale alzarmi presto non era un problema. Non era difficile, e credo fosse quasi naturale.
Primi anni dell'università.

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Titoli

Di certi libri mi piacciono da morire i titoli, al di là del contenuto in sé.
Suonano bene, hanno un valore estetico, sono belli da pronunciare.
Quei titoli che magari metti in qualche frase quando parli solo per rendere bella la frase stessa.
Ce ne sono tanti ovviamente, ma adesso me ne viene in mente solo qualcuno.

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Prendete per esempio il 1986

Prendete per esempio il 1986.
Esce The queen is dead degli Smiths, la stazione orbitante russa Mir va nello spazio, arriva in edicola il primo numero di Dylan Dog.
Il 9 febbraio passa la cometa di Halley, a giugno i Queen suonano a Wembley, a ottobre Reagan e Gorbačëv si incontrano per la seconda volta.

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Frammenti estemporanei disarticolati di una domenica di novembre (vagando in centro a Firenze)

Le persone in libreria si possono suddividere per categorie di interessi, a seconda dello scaffale dove passano più tempo.
Molta gente, dopo aver girato l'intero locale, finisce col tornare al primo scaffale.
E in genere è quello da cui prende il libro.
Una metafora della vita, e anche delle relazioni sentimentali.

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Macchina del tempo

Con la scusa di approfittare di una delle ultime domeniche più o meno estive per girovagare fra le colline del Chianti con la "Spider", questo pomeriggio mi è capitato di tornare in un posto dove non mi fermavo da quasi mezza vita.
Detto così sembra banale, ma i ricordi legati a quel luogo nascono con una vendemmia di tanti anni fa.

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Genova

Sono passati sette anni.
Riguardo le mie fotografie abbastanza colorate frutto di una macchinetta automatica con rullino Kodak, passo velocemente lo sguardo su qualcuna dove c'è un pò di fumo sullo sfondo, ripenso.
Venne l'estate del duemilauno e vennero quei giorni di Genova, pieni di sole, colori, misti a una paura fisica mai provata prima.

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Blog diaristico semiserio,
con malcelate velleità letterarie,
ideato da Andrea Basagni