Lo yogurt nelle paste

Genova

Sono passati sette anni.
Riguardo le mie fotografie abbastanza colorate frutto di una macchinetta automatica con rullino Kodak, passo velocemente lo sguardo su qualcuna dove c'è un pò di fumo sullo sfondo, ripenso.
Venne l'estate del duemilauno e vennero quei giorni di Genova, pieni di sole, colori, misti a una paura fisica mai provata prima.

Il tempo ha dilatato ricordi e sensazioni, senza cancellare la rabbia.
Ricordi... forse anche un pò di nostalgia, nonostante tutto.
Ed è strano, perché da allora con Genova, una città che non mi aveva mai interessato in alcun modo prima, ho un rapporto particolare. Per motivi del tutto diversi, ci sono tornato varie volte, sempre un pò di sfuggita, ma quel tanto che basta per amarne alcune vie e piazze e scorci...
Passando e guardandola dal treno o dall'autostrada non sembra, e invece Genova è bella, solo che come molti posti va scoperta.
Oggi è il venti luglio, qua a Firenze fa un gran caldo.
Esco in terrazza e guardo i palazzi di fronte.
Una canzone di De André suona in sottofondo da una finestra del piano di sopra, o forse del piano di sopra ancora.
In fondo non è lontana Genova.

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Blog diaristico semiserio,
con malcelate velleità letterarie,
ideato da Andrea Basagni